La parola chiave nella frase precedente è "fallimento". Il referendum non l'ha vinto nessuno perché il fronte del no l'ha sabotato, scegliendo per l'astensione si sono dati un vantaggio consiste dato che dal 1946 ad oggi l'astensione media alla consultazioni referendarie è stata del 37,5%, mentre considerando quelle dal 1990 il dato sale addirittura al 59%. In pratica la linea di partenza del fronte del no era posta oltre il traguardo!!!
Quando due soggetti si scontrano e uno dei due, pur rispettando le regole, né viola lo spirito, è inevitabile che la tensione salga.
Oltretutto rispetto a qualche anno fa il papato è cambiato, non ha più il volto sofferente e universalmente stimato di Giovanni Paolo II, ma la faccia arcigna di Benedetto XVI.
Non dimentichiamoci poi che ultimamente la CEI ha moltiplicato e intensificato i suoi tentativi di ingerenza nella vita dello stato Italiano, mostrando un'aggressività senza precedenti (almeno per me che ho 28 anni).
Impedire di parlare a qualcuno è sempre un errore in uno stato democratico, non mi schiero quindi dalla parte dei manifestati.
Trovo però naturale che nella situazione che si è venuta a creare, soprattutto per colpa del fronte cattolico, un intervento del Papa in una delle principali università italiane crei forti fibrillazioni
all'interno dello schieramento laico.