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16 luglio 2008

Il gorverno e il caso Del Turco

Il ministro della giustizia Alfano definisce Di Pietro "manettaro" perchè appoggia l'azione della magistratura nei confronti del presidente della regione Abruzzo.
Nel momento in cui vengono eccertate prove schiaccianti la magistratura ha il dovere di agire in modo che l'illecito venga interrotto.
L'unica cosa da verificare nel caso Del Turco è se effettivamente tali prove esistano. Fino ad ora le dichiarazione dei politici che l'hanno difeso, che mi risultno essere principalmente di centro-destra, sono incentrate sul teorema, molto caro al PdL, per cui il voto popolare darebbe diritto alla santità almeno fino all'esaurimento del mandato!!!
Vorrei sottolineare che in altri paesi, probabilmente più civili, si tende a pensare che chi chiede il sostegno popolare mediante il voto abbia il dovere di essere al di sopra di ogni sospetto di illecito!
 
Lo scenario che si sta delineando nelle reazioni che arrivano sia da destra che da sinistra fa temere che si il disegno del governo sia quello di aprofittare di questo infortunio occorso ad un esponente dello schieramento avverso per vincerne le resisenze in materia di giustizia e poter così portare a termine, senza colpo ferire, quella riforma della giustizia ad-personam che Berlusconi sogna da almeno 10 anni.

28 gennaio 2008

Cosa bisogna fare

L’Italia ha bisogno di aggredire alla radice i mali del paese che sono:

  • Spesa pubblica: il nostro è un problema di qualità più che di quantità, abbiamo bisogno di ridisegnare la macchina statale, rivedere le procedure, implementare nuove tecnologie, formare il personale della pubblica amministrazione.
  • Sistema giudiziario: è inutile dire che il sistema è al collasso. Il problema non è solo filosofico. Per le imprese è fondamentale poter difendere i propri diritti in tempi certi e brevi perché ciò consente di ridurre l’incertezza sui ritorni dei propri investimenti. Ciò è parte integrante della competitività. Per le imprese così come per i cittadini i tempi della giustizia si dovrebbero misurare in mesi e non in anni!
    Qui i campi di intervento sono gli stessi della PA, ma con difficoltà accentuate dello status della magistratura che la vede (giustamente) indipendente dal potere politico.
  • Infrastrutture: decenni di immobilismo hanno lasciato un deficit impressionante che, per esigenze sia di bilancio che organizzative, non può essere colmato di botto. Qui i governanti sono chiamati a dover decidere quali sono le priorità, dando la precedenza elle opere di maggior impatto per la collettività.

Per fare tutto ciò è necessario che i governi siano forti, legittimati democraticamente (oggi col porcellum non lo sono!!!), intrinsecamente solidi, liberi quindi dai ricatti delle minoranze.
Il primo passo per risolvere il rompicapo italiano è quindi necessariamente la riforma del sistema elettorale in prima battuta e di quello istituzionale in seconda.

Ancora una volta, però, il bene del paese verrà sacrificato in nome degli interessi particolari. Il centrodestra ha fretta di rimettere le mani sul potere perché a breve ci saranno 600 nomine politiche da effettuare (non gli pare vero, sono come un pugno di topolini di fronte a una distesa sterminata di forme di formaggio), senza dimenticare che c’è la possibilità di impedire la soluzione definitiva della questione Alitalia…